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L’ORFANOTROFIO

Siamo debitori di riconoscenza al Rev. Padre Giovanni Bontacchio, raccoglitore di memorie, e fratello del Rrev. Arciprete Mons. Antonio, perché anche di questa istituzione, della quale egli fu cappellano, ci tramandò la storia, facendola inserire per parti nel Bollettino parrocchiale.

L’istituto delle orfanelle “Sacra Famiglia” nacque dal generoso cuore di Mons. Melchiori nell’anno 1912, quando essendo prevosto di S. Afra in Brescia, riuniva, togliendole qua e là dalle più povere famiglie, le fanciulle orfane. Le nobili sorelle Beatrice e Teodora Salotti, in memoria del loro padre, conte Diogene Valotti, avevano donato una casa di loro proprietà in via Berado Maggi.

Qui l’istituto iniziò la sua caritatevole funzione, e mantenne tale sede per venti anni, affidato alle Madri Canossiane.

Nel 1932, fatto Vescovo di Nola, Mons. Melchiori volle dare alle sue orfanelle una posizione più amena, e trasferì l’orfanotrofio a Bedizzole nella contrada di Sedesina, situandolo nella casa dei signori Lorenzoni, dove si trova attualmente.

Validi collaboratori nell’opera di direzione e assistenza furono col Vescovo, Mons. Egisto, i suoi reverendi Fratelli: don Domenico, arciprete di Manerbio e il buon sacerdote don Bruno, insieme al terzo fratello, il sig. Leopoldo.

Le assistenze derivano dai Comuni, dal concorso dei parenti e dai beni dell’Ente.  

L’istituto possiede due case coloniche con fondi per circa 12 ettari di campagna.

Il presidente dell’Amministrazione, per statuto, è il Parroco “pro tempore”, così l’opera dell’indimenticabile Vescovo a Bedizzole continua e le “piccole figlie” sono liete di lavorare nella vigna del Fondatore e di essere per le loro educande “l’angelo della famiglia”.

In un grande quadro collocato nell’atrio di ingresso dell’Orfanatrofio si può leggere:

ORFANATROFIO FEMMINILE SACRA FAMIGLIA 1912 – 1922

Fondatori  Sua Ecc. Mons. Egisto Melchiori Vescovo e fratello D. Domenico;

Co-fondatori  Conte Diogene Salotti e figlie Beatrice e Teodora;

Cooperatori  Melchiori D. Bruno e fratello Leopoldo;

Benefattori  Rev. Bontacchio D. Antonio arciprete di Bedizzole, Rev. P.Bontacchio D. Giovanni degli Oblati, Conte Vincenzo Calini e Famiglia Brognoli, Barone Lanni della Quara di Drugolo, Domenica Pizzaioli di Novagli Montichiari, Fondazione Conte Bonoris di Brescia, Cassa Rurale di Bedizzole, Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde di Milano, Credito Agrario Bresciano, agenzia di Bedizzole.

Nella povera casa di Sedesina dove abitava il fabbro maniscalco Melchiori Faustino, insieme alla moglie Cecilia Landi, il 16 febbraio 1879, venne alla luce un bambino, che il 19 dello stesso mese venne chiamato Egisto Domenico. Il padre “era un uomo austero, ma di soda formazione religiosa”, la madre “austera e ricca di saggezza cristiana”. In questo ambiente il piccolo Egisto si formò, crebbe buono e vivace, come erano tutti i fanciulli del suo tempo. Egli stesso raccontava che, da piccolo, scalava un recinto ed entrava di nascosto nel bell’orto vicino a casa sua per prendere alcuni frutti. Frequentava la chiesa, amava lo studio e desiderava farsi sacerdote.
Ma era povero e suo padre non poteva pagargli gli studi, perché  nella casa erano nati altri fratelli.

La provvidenza gli fece trovare due ottime persone. Molto noto era allora a Bedizzole un maestro, il signor Angelo Moranti, che fu già suo insegnante: questi voleva che il fanciullo proseguisse gli studi. Il Sac. Don Gorini, curato della parrocchia, lo istruiva in modo disinteressato, dandogli lezioni di latino e di altre materie. Il fanciullo poteva così lavorare, aiutando il padre nella bottega ed insieme studiare.

L’anno dopo entrò in seminario. Alcuni sacerdoti, già suoi colleghi, riferirono della sua capacità e del suo buon volere.

 

Sacerdote novello e Professore (1901-1909)     

Compiuti i corsi del seminario, all’età di 22 anni, il 5 agosto 1901, il chierico Melchiori riceveva dal Vescovo la Sacra Ordinazione. Il giorno seguente celebrava la prima Messa in Bedizzole, circondato dai famigliari, dagli amici e dal popolo festante. Iniziò il sacerdozio presso Masciaga, come Rettore del Santuario, ma fu per poco tempo. Presto venne chiamato dai Superiori a Brescia, come vicerettore e direttore spirituale nel seminario. Le sue qualità intellettuali lo resero ben accetto al Vescovo, che lo volle mandare a Roma per la laurea in teologia. Compiuti anche questi studi, divenne professore di morale nelle classi di teologia. Tra i suoi alunni ci fu il chierico Gian Battista Montini, futuro Papa Paolo VI.

 

Prevosto di S. Afra e l’inizio dell’istituto Orfane (1910 – 1919)

Continuando l’insegnamento, nel 1910 divenne pastore di anime nella parrocchia cittadina di S. Afra, eletto all’unanimità dai capi famiglia di quel luogo. Il nuovo tipo di azione era conforme al suo spirito, perchè egli sentiva una vocazione spirituale alla paternità delle anime.

Particolarmente sensibile all’infanzia abbandonata, nel 1912 aprì un orfanatrofio. Le contesse Beatrice e Teodora Salotti gli avevano donato una casa in Brescia. Qui concentrò varie orfanelle raccolte qua e là nelle parrocchie di S. Afra e di S. Alessandro, affidandole alla cura delle rev. Madri Canossiane.

 

Abate di Pontevico (1919 – 1924)

Nel difficile tempo del primo dopoguerra, mons, Melchiori fu promosso abate di Pontevico, con nomina il 6 gennaio 1919. Nella Popolosa borgata egli acquistò benevolenza, derivata dalla sua carità e dalla molteplicità delle iniziative. Volendo preservare e diffondere i principi cristiani, formò una “Casa del popolo” e poco dopo organizzò, finanziandolo a sue spese, un istituto di orfani, un laboratorio di maglieria per operaie disoccupate e “primo nella diocesi  bresciana” fondò una lega di contadini, incontrando anche qualche amarezza.

Lottò contro le idee anticlericali del liberismo socialista e fu poco simpatizzante dello squadrismo allora imperante. Sopportò ogni contrasto per l’incremento del bene e il favore del popolo.

 

Vescovo di Nola (1924 – 1934)

L’11 aprile 1924 il papa Pio XI lo elevava alla dignità episcopale, affidandogli il governo della diocesi di Nola. Ricevette questo annuncio con un telegramma in un giorno particolarmente sacro: il giovedì Santo. Due mesi dopo a Pontevico si celebrava una gran festa: mons. Giacinto Gaggia lo consacrava vescovo e nel successivo dicembre egli faceva ingresso nella diocesi nolana. Manifestò subito le sue qualità: amante della gioventù e dell’Azione Cattolica, fervente apostolo della catechesi e delle opere caritative. Promosse un congresso Eucaristico Diocesano, e partecipò sempre a quelli interparrocchiali e favorì raduni di vario tipo. Curò l’opera degli esercizi spirituali, offrendo i locali dell’Episcopio. Le vocazioni ecclesiastiche e religiose prosperavano. Sua Santità lo volle premiare, conferendogli la dignità di Assistente al Soglio Pontificio e di Conte Romano.

 

Vescovo – Arcivescovo di Tortona e morte (1934 – 1963)

Resasi vacante la diocesi di Tortona, per la morte del Vescovo mons. Pietro Grassi, fu chiamato a succedergli il Vescovo mons. Egisto Melchiori. Il giorno 6 marzo 1935, festa di S. Marziano, patrono della città, egli faceva qui il suo ingresso.  Questa sarà l’ultima sosta del suo viaggio apostolico, e quella in cui più a lungo dimorerà, e più forte sarà l’ impulso che darà alle sue opere. Visitò cinque volte le parrocchie della diocesi, e organizzò vari congressi: l’Eucaristico, il Mariano, il Catechistico. Le sue fondazioni furono: la congregazione degli Oblati, l’orfanotrofio di Montespineto, il convitto per sacerdoti novelli , la casa per gli esercizi spirituali e per l’azione cattolica, la tipografia vescovile, l’istituto di S. Chiara e la colonia per i figli degli operai. Fece sorgere nuove parrocchie, organizzò convegni del piccolo clero, restaurò il duomo e l’episcopio.  

Il due marzo 1963, all’età di 84 anni, il Signore lo chiamò a sé e la sua salma venne temporaneamente tumulata nel cimitero della città.

Dopo un mese, il 2 aprile venne riportata nel duomo e collocata entro un sepolcro nuovo della navata sinistra presso l’altare della Madonna.

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